Grazie ai miei studi universitari, ho avuto modo di conoscere una casa editrice molto particolare: la milanese Iperborea crea un punto d’incontro intellettuale, fisico con i paesi del nord Europa, nello specifico con la Scandinavia; dai suoi libri, caratterizzati dalla copertina ruvida e dal formato stretto, si diffondono l’odore pungente del muschio della tundra, il rumore ovattato degli zoccoli delle renne nella neve, l’incantesimo magico e luminescente dell’aurora boreale… Ma in questo nostro nuovo incontro, miei sensibili ed acuti lettori, non voglio ritornare a parlarvi della Norvegia o della Danimarca; la suddetta casa editrice, infatti, ha pubblicato, non molto tempo fa, il libro di uno scrittore e giornalista Olandese, Jan Brokken, dal titolo “Anime baltiche”: si tratta di un testo inedito e coinvolgente, che possiede la capacità straordinaria di far intraprendere, a chi lo legge, un viaggio mentale nella storia e nelle specificità culturali più o meno nascoste di Lituania, Lettonia ed Estonia, tre piccole giovani nazioni, ma le cui tradizioni sono ben più sentite e radicate negli animi dei loro popoli. Queste sono le Repubbliche baltiche: grandi pianure semideserte, piccoli villaggi, terre incontaminate dove ancora regnano il timore e la diffidenza della sin troppo recente cortina di ferro. Lo sapevo: la mia penna, nell’udire i nomi dei tre stati, non se li fa ripetere due volte e già la vedo planare, come una spensierata cicogna (molto diffuse in quei territori), attraverso le pianure vergini della Curlandia, per poi ossigenarsi di aria marina sul Golfo di Riga, mentre, sorvolando l’omonima città, saluta il piccolo gatto nero dalla schiena arcuata sull’edificio in stile Art Noveau. Prima di finire in Finlandia via Parnu, la piccola biro inverte il senso di marcia, fa una breve ma rilassante sosta al Castello di Trakai, per poi fermarsi definitivamente nella capitale lituana Vilnius; nel seguirla, comincio a passeggiare lungo gli stretti vicoli ebraici della città, percorro Via Pilies, la principale del centro storico, fino ad imbattermi nel “Vicolo dei letterati”, due muri carichi di sculture, immagini e didascalie degli artisti del luogo. Ciò dimostra che la Lituania ha un suo piccolo ma forte entourage culturale e, non a caso, nonostante la relegata posizione geografica ed economica nell’Europa, si sta inserendo sempre più nel panorama editoriale europeo, cercando dei propri spazi per farsi notare nel settore; un esempio pratico di questa costante emersione è, soprattutto, la nazionale Vilnius Book Fair, la più importante fiera del libro nelle Repubbliche Baltiche: la manifestazione accoglie ogni anno oltre 300 editori ed è frequentata da più di 60.000 visitatori, dando spazio a numerosi ospiti stranieri e ad un ampio programma culturale, tant’è che, nell’edizione del 2013, sono stati presentati circa 380 eventi e 70 appuntamenti dedicati ai bambini. Quest’ultimo dato conferma il successo dei libri per bambini come tendenza non solo globale ma anche lituana: secondo i dati dell’associazione degli editori lituani, mentre la tiratura media di un titolo generico è di 1300 copie per titolo, quando si parla di testi per l’infanzia la media sale a 2200 copie. Ma in Lituania non sono soltanto i bambini a leggere: i lettori adulti sembrano preferire la narrativa alla saggistica, pur mostrando delle singolari passioni per alcune branche specialistiche come la psicologia, la programmazione neurolinguistica e il linguaggio del corpo; inoltre, come in altre nazioni, anche qui ottengono ottimi riscontri i libri di cucina, attestando la sovranazionale trasversalità di questo campo della manualistica. Un dato curioso è l’interesse dei lettori lituani per gli autori esteri, con un rapporto tra libri tradotti e libri scritti in lituano che è quasi di 50 e 50, mentre, per quanto riguarda i testi di scrittori nazionali, l’attenzione è rivolta soprattutto alla storia del proprio Paese, in particolare a quella della capitale, presente sia nella narrativa, sia nella saggistica divulgativa, in quanto Vilnius funge da sfondo a vicende storiche, di fantasia e contemporanee. L’amore per la propria neonata repubblica, per la riconquistata sovranità dopo il crollo dell’Unione Sovietica, risulta un tema molto caro ai lituani: un’indipendenza sofferta e lungamente attesa, dalla quale è scaturito uno spiccato sentire comune e comunitario, un desiderio di rivalsa che si vuole far emergere nel mondo dell’editoria e della letteratura, tra gli ambiti umani più sensibili e ricercati. La Lituania, nel suo incedere timido ma sicuro, si sta affacciando con carattere al mercato editoriale, pronta a far conoscere ai lettori europei le storie della sua terra; e, forse, è arrivato il momento di dare voce a luoghi ed atmosfere troppo a lungo trascurati e sottovalutati.

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