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L’evoluzione diacronica della parola francese “symbole”, di Valerio Todini

Analisi diacronica del lemma symbole in termini lessicografici nel XVIII e XIX secolo di Valerio Todini

In questo articolo si analizza il termine symbole, nel significato di «Objet sensible, fait ou élément naturel évoquant, dans un groupe humain donné, par une correspondance analogique, formelle, naturelle ou culturelle, quelque chose d’absent ou d’impossible à percevoir» (Trésore De La Langue Française 1994), in uso nel XVIII e nel XIX secolo.

In primo luogo è importante sottolineare il fatto che nelle fonti lessicografiche del XVII e XVIII secolo, ed anche in alcune fonti moderne, il lemma symbole possiede due distinte definizioni.

Entrambe le definizioni, infatti, si possono trovare nel Dictionnaire Universel del 1690 a cura di Antoine Furetière e sono riportate, praticamente invariate, in tutte le seguenti edizioni del XVIII secolo.

La prima fa riferimento alla rappresentazione grafica o figurativa di qualcosa di astratto, espressa dall’autore come «Espece d’embleme ou representation de quelque chose morale, par les images ou proprietez de chose naturelle.» (Furetière 1690).

La seconda, invece, assume un carattere più religioso ed indica la commemorazione dei precetti della fede cristiana. Furetière, infatti, definisce symbole come «chez de le Chrêtiens, est le memoire des articles de la Foy, que tout Chrêtien doit sçavoir et croire» (Furetière 1690). Questa particolare definizione ha un’origine interessante; deriva infatti dal greco συμβολέω che significa “incontrarsi” e fa riferimento alle assemblee in cui gli Apostoli si riunivano per testimoniare e trasmettere la propria fede.

Nel Dictionnaire de l’Acadèmie Françoise del 1718, invece, il lemma symbole veniva definito come «figure ou image qui sert a désigner quelque chose, soit par le moyen de la peinture ou de la sculpture, soit par le discours» (Dictionnaire de l’Académie 1718) ampliandone il significato. Il termine symbole, quindi, non indica solamente una rappresentazione grafica o un emblema, ma anche una parola o una frase figurativa. Questo dettaglio è fondamentale per marcare più nettamente la distinzione con il termine signe che viene definito come una rappresentazione fisica o un marchio di qualcosa.

Il lemma symbole trova anche ampio spazio nella illustre Encyclopédie di Diderot e D’Alembert e viene definito, da Louis de Jaucourt, sia come sinonimo di signe, cioè «signe ou représentation d’une chose morale par les images ou propriétés des choses naturelles(Encyclopèdie 1755), sia nel significato più religioso di «une formule de profession de foi» (Encyclopèdie 1755). Louis de Jacourt, inoltre individua diverse tipologie di symboles che divide in «…types, énigmes, paraboles, fables, allégories, emblèmes, hyérogliphes…» (Encyclopèdie 1755).

Nei primi dizionari del XIX secolo si evidenzia una unione delle varie definizioni rilevate nel corso del secolo precedente. Ad esempio, Jean-Charles Laveaux nel suo Noveau Dictionnaire de la Langue Française del 1828 indica il lemma symbole come «signe, marque, caractère qui sert a représenter une chose. Figure ou image qui sert a désigner quelque chose soit par le moyen de la peinture ou de la sculpture, soit par le discours» (Laveaux 1828).

Dalla seconda metà del XIX secolo si evidenzia uno sforzo maggiore da parte dei lessicografi di approfondire più dettagliatamente l’argomento. Già nel 1856, con il suo Dictionnaire National, Louis-Nicolas Bescherelle aggiunge alle definizioni già esposte il concetto di symbole usato nella retorica come «Espèce de trope par lequel on substitue au nom d’une chose le nom d’un signe che l’usage a choisi pour la désigner» (Bescherelle 1856). Questa specificazione è fondamentale perché pone le basi al concetto di symbole elaborato da Saussure all’inizio del ‘900.

La definizione di Bescherelle è stata poi ripresa e rielaborata da molti studiosi; è riportata da Maurice Le Châtre nel suo Nouveau Dictionnaire del 1870 ed è citato da Émile Littre nel Dictionnaire de la langue française del 1874. Littre inoltre spiega che «Tout symbole doit avoir un caractère propre et distinctif» (Littre 1874) ed individua anche un ulteriore significato. Dopo l’elaborazione da parte di Mendeleev della Tavola periodica degli elementi il termine symbole assume importanza anche nella chimica come «nom donné par les chimists aux lettres initiales par lesquelles, pour abréger, ils désignent les corps élémentaires».

Il concetto di symbole assume una grande importanza grazie agli studi di linguistica Ferdinand de Saussure. Nel suo Cours de Linguistique Gènèrale, infatti, Saussure distingue in maniera definita il termine symbole da quello di signe per il grado di arbitrarietà. Saussure scrive: «On s’est servi du mot symbole pour désigner le signe linguistique, ou plus exactement ce que nous appelons le signifiant. Il y a des inconvénients à l’admettre, justement à cause de notre premier principe. Le symbole a pour caractère de n’être jamais tout à fait arbitraire; il n’est pas vide, il y a un rudiment de lien naturel entre le signifiant et le signifié…» (Saussure 1916). Con questa sottile, ma importante, distinzione Saussure pone le basi della linguistica moderna.

 

Valerio Todini

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