Intervista alla traduttrice

L'importanza di fare l'Ernesto

Quando le è stato assegnata la traduzione del grande classico L’importanza di fare l’Ernesto di Oscar Wilde, come si è sentita? Quali valori dell’opera e dei suoi personaggi la colpiscono maggiormente?

Avendo recitato ai tempi del liceo proprio in questa commedia, è stata davvero una buffa coincidenza! Una delle cose che mi piace di più di questa pièce, è che non mi stufa mai. Ogni volta che la leggo mi sorprende con un sorriso e un pensiero in più. Nonostante Wilde l’abbia definita una commedia frivola, l’ironia bizzarra e il sarcasmo così palese agli occhi di noi lettori rendono quest’opera davvero unica nel suo genere. È proprio questo stile pungente che ha permesso all’autore di contestare il perbenismo aristocratico e far gettare la maschera di sola apparenza ai personaggi. Di frivolo ha dunque ben poco. Riesce a farmi sorridere il fatto che i personaggi tentano in tutti i modi di ingannare il lettore senza ritegno, ignari del fatto che comunque noi, la verità, la scopriremo comunque.

Come ha impostato il suo lavoro di traduzione?

Avendo già recitato la commedia e conoscendo le dinamiche del palcoscenico, ho voluto tradurre quest’opera con l’aiuto della punteggiatura e il ritmo delle parole stesse, per evocare determinate emozioni all’udito. Per portare a compimento questo lavoro, è stato fondamentale quindi leggere ad alta voce la traduzione, e in qualche modo recitare le parti. Il mio compagno è inglese e non aveva mai letto The importance of being Earnest (com’è possibile? Non lo so!). Diciamo che recitare le battute in giro per casa non è stato del tutto inutile. Visto che questo è un grande classico di cui esistono già diverse traduzioni, ho voluto giocare il più possibile per rendere questa esperienza divertente e creativa. Come ho scritto nella nota a inizio libro, per non perdere la prerogativa dell’ironia e conservare invece ogni riferimento e deviazione, ho giocato con la ricchezza semantica della lingua italiana, cercando di rispettare la sacralità del testo originale e allo stesso tempo lasciandomi stuzzicare dal frizzante connubio delle due lingue e culture.

Come valuta la supervisione dell’Istituto Armando Curcio durante il Corso di Alta Formazione “Il traduttore editoriale”?

Ho apprezzato in modo particolare il rapporto che si è sviluppato tra me e l’editor. Disponibile e competente, ha saputo rispondere a tutte le mie domande e insieme abbiamo collaborato in sintonia. Questo corso mi ha fornito gli strumenti per muovermi in questo settore, incentivandomi a perseguire una carriera nel mondo della traduzione letteraria.

È soddisfatta del risultato del corso ora che la sua traduzione sta per essere pubblicata con Armando Curcio Editore?

Sono molto emozionata per la pubblicazione dell’opera che ho tradotto. Non vedo l’ora di averla nella mia libreria!

 

Intervista di Lucrezia D’Antoni

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