Un’opera monumentale e la sfida della traduzione
Tradurre un’opera come Fortunata e Jacinta di Benito Pérez Galdós è stata per Laura Serra un’esperienza estremamente arricchente e formativa. Questo romanzo, capolavoro della letteratura spagnola, è caratterizzato da un linguaggio ricco e stratificato, con espressioni che oggi risultano lontane dalla lingua contemporanea. La sua traduzione ha presentato diverse sfide, non ultima quella di trovare un equilibrio tra la fedeltà al testo originale e la necessità di renderlo accessibile a un pubblico giovane italiano, senza snaturarne la bellezza e la complessità stilistica.
Il confronto con le traduzioni del passato
Una delle difficoltà principali per Laura è stata il confronto con le poche traduzioni italiane esistenti, in particolare una risalente agli anni Venti del Novecento. Grazie alla collaborazione con una biblioteca di Firenze, che possedeva una delle rare copie di questa traduzione, Laura ha potuto trarne spunti utili per affrontare il suo lavoro.
Riduzione editoriale e fedeltà narrativa
In aggiunta, Laura ha dovuto adattare il romanzo alle richieste editoriali, che imponevano una riduzione della lunghezza del testo. Nonostante ciò, ha mantenuto intatta l’essenza dell’opera, preservando i passaggi significativi e la profondità dei personaggi, senza sacrificare la coerenza narrativa. Per Laura, l’obiettivo è stato garantire una traduzione che rispettasse la qualità letteraria del testo originale, ma che risultasse anche fruibile per il pubblico italiano moderno.
Una strategia di traduzione consapevole
Per affrontare queste sfide, ha adottato una strategia di traduzione mirata: ha scelto una modernizzazione controllata, adattando le espressioni più arcaiche a un italiano accessibile, pur mantenendo l’atmosfera storica del romanzo. Grande attenzione è stata dedicata allo stile narrativo di Galdós, cercando di conservare il ritmo e la struttura delle sue frasi. In particolare, ha curato con scrupolosità il lavoro sui dialoghi, affinché risultassero fluidi e naturali per il lettore italiano, ma senza perdere il carattere e il registro dei personaggi.
Formazione e consapevolezza professionale
Un aspetto fondamentale del suo percorso è stato il corso di alta specializzazione in Traduzione Editoriale dell’Istituto Armando Curcio. Questo percorso le ha fornito gli strumenti necessari per affrontare le complessità della traduzione editoriale, permettendole di lavorare con metodo e consapevolezza su un’opera di grande portata come Fortunata e Jacinta. Grazie a questa formazione, Laura ha potuto sviluppare le competenze necessarie per tradurre in modo efficace, mantenendo il rispetto per il testo originale, ma rendendolo anche fruibile e apprezzabile dal pubblico contemporaneo.
Un ponte tra culture
L’esperienza di traduzione è stata per Laura un’occasione unica per confrontarsi con un classico della letteratura spagnola, portando un’opera tanto importante quanto poco conosciuta in Italia a un pubblico più vasto. Il suo lavoro non solo ha valorizzato la traduzione, ma ha contribuito a fare apprezzare Fortunata e Jacinta a nuovi lettori, arricchendo la conoscenza della letteratura iberica nel nostro paese.