«Alice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sul poggetto accanto a sua sorella, senza far niente: aveva una o due volte data un’occhiata al libro che la sorella stava leggendo, ma non v’erano né dialoghi né figure, - e a che serve un libro, pensò Alice, - senza dialoghi né figure?» (Le Avventure di Alice nel Paese delle meraviglie di Lewis Carroll)

Tutti conoscono «Alice nel Paese delle Meraviglie»: chi non si è mai fatto trasportare dalle onde delle sue lacrime fuori da quella porta, nel mare aperto del mondo delle Meraviglie. 
Ricordate quando da bambini, con sedie posizionate a dovere e un lenzuolo rubato dall’armadio dei nostri genitori e messo a coprire, creavamo il nascondiglio perfetto? Lontano da orecchie e occhi adulti ci si rifugiava lì dentro con una torcia e un libro e si iniziava a leggere; poco importava delle temperature tropicali a cui un certo punto si arrivava, non ne uscivamo se non quando lo ritenevamo strettamente necessario o meglio quando nostra madre minacciava di non prepararci la cena se non avessimo prima rimesso tutto in ordine. Tutto per un libro!
Ma quelle per noi non erano solo sedie e le lenzuola non erano semplici teli bianchi: appena si apriva il libro il buio illuminato da una torcia diventava un cielo pieno di stelle e ci ritrovavamo a cercare «la seconda stella a destra» per poi continuare il nostro viaggio fino al mattino alla ricerca dell’Isola che non c’è.
Mondi di fantasia pieni di venti caldi che fanno respirare a pieni polmoni la libertà di pensiero.
Una volta lessi da qualche parte che ogni volta che si chiudono gli occhi si entra in un mondo che è nostro solamente: un pezzettino di libertà che scopre davvero solo chi sa sognare con la fantasia. Allora io dico diamo da mangiare all’immaginazione, alimentiamo la voglia di sognare: non esistono solo i nostri mondi ma milioni di altri. Basta aprire la mente, gli occhi e prepararsi per il viaggio.

Anche a questo serve il «Maggio dei Libri»: a far volare verso esperienze uniche e nuove, a far leggere parole mai lette. Invita a prendere parte a questo mondo e a diventarne i mattoni che sorreggono le mura di un castello immaginario. Dal 23 Aprile al 31 Maggio si avvicenderanno proposte di lettura, di scrittura, iniziative tra le più varie mai viste in questa quantità e di questa entità. Si potranno trovare incontri con gli autori, laboratori per i più piccini, il tutto con lo scopo di «sottolineare il valore della lettura come elemento chiave per la crescita personale» (come ricorda la presentazione ufficiale dell’evento). Questa la possiamo raggiungere leggendo e di conseguenza affinando il nostro pensiero critico, le nostre idee, le opinioni che ci permettono di creare una nostra identità e un nostro mondo con le nostre regole, immagini, cambiando il significato di realtà, mantenendoci ancora bambini in parte, il più possibile. Crescita e arricchimento personale descritto e trasmesso tramite la sua storytelling illustrata, «On the Roof», commissionata come Doodle da Goolgle per la «Giornata Internazionale della Donna», da Kaveri Gopalakrishnan, un’artista di Bangalore in India. Nonostante le discriminazioni e le difficoltà di qualsiasi tipo di approccio culturale da parte delle donne presenti nel suo Paese, Kaveri ha voluto raccontare di come la lettura sia stata una parte importante della sua infanzia e della successiva crescita. Nella storia vediamo una bambina che, allontanandosi dai litigi dei suoi genitori, si rifugia sul tetto della propria casa con la compagnia solo dei suoi libri. Inizia a leggere. Più passa il tempo, più lei legge e più le crescono piume su tutto il corpo fino ad esserne ricoperta, ma lei non se ne rende conto finché non termina l’ultimo libro. A quel punto, completamente trasformata in un uccello, spicca il volo e insegue il suo cambiamento. I libri come mezzo per evadere, ali per volare.

Questa è la magia dei libri ed è questo che il «Maggio dei libri» vuole stimolare: una ricerca di sé stessi, di ciò che abbiamo abbandonato o che abbiamo ritrovato. In ogni caso, un valore umano come non ce ne sono più oggi e magari riscoprirci sognatori, come Alice.

«Ho fatto un sogno così curioso!» le dice Alice.
«Certo è stato un sogno curioso cara; ma ora corri a prendere il tè: si sta facendo tardi» le rispose la sorella.

 

Ilaria Muscio

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